Archivio news
ALTRE COMUNICAZIONI
Newsletter 402. Newsletter 476. Maxxi progetti e piccole narrazioni
02/10/2025
Il quartiere Flaminio a Roma e quello di San Siro a Milano. Grande Maxxi e stadio sono progetti ampi, urbani, anche controversi, che segnano il dibattito. Nella Capitale, a tre anni dal concorso vinto da LAN, prende avvio la fase di gara per il cantiere. Cecilia Rosa racconta l’architettura che verrà (che saggiamente rinuncia a confrontarsi con le forme di Zaha Hadid) e l’ambizione di un complesso (doppiamente grande, anche nel nome reiterato: Grande Maxxi) che vuole essere fattore di rilancio culturale di un intero distretto romano.
A Milano invece è lo sport (con annessi e connessi) a imporre la narrazione. In questi giorni – quando ne mancano poco più di 100 all’apertura dei Giochi – si inaugura il Villaggio Olimpico (realizzato da Coima a Porta Romana, su progetto di SOM, futuro complesso per studenti, che più di una critica ha generato). E soprattutto il Consiglio Comunale ha deliberato la vendita dello stadio di San Siro alle società calcistiche di Milan e Inter. Passaggio decisivo di una vicenda tormentata, intrecciata inevitabilmente alle indagini giudiziarie in corso sull’urbanistica milanese. La visione urbana che emerge, pur contraddittoria in tante posizioni, sembra precisa: soltanto ricche imprese private sono oggi in grado di realizzare strutture e infrastrutture urbane. E la retorica spinge sul fatto che questa sia l’unica strada percorribile per avere uno stadio griffato (il nuovo San Siro dovrebbe essere firmato nientepopodimeno che da lord Norman Foster) e tanto verde.
Sarà, quello di Foster + Partners, un progetto capace di riempire copertine e pagine di riviste (anche della nostra, ovviamente). Rischiando di oscurare, nelle narrazioni prevalenti, la città fatta dalle sue case. Dell’emergenza abitativa abbiamo spesso parlato, in questi giorni registriamo la solita inconcludente polemica su fondi PNRR e competenze contese tra Stato e Regioni. Grazie a Sarah Gainsforth proponiamo un estratto dal suo libro “L’italia senza casa”: una piccola storia di provincia (la città è Bergamo) e una donna che racconta, con uno sguardo finalmente non disciplinare, come prezzi alti e politiche speculative abbiano effetti dirompenti sul rapporto profondo tra comunità e luoghi.
Prima ancora che del resto, questo deve essere il campo di battaglia dell’architettura di oggi e di domani. Lo stanno dimostrando molte esperienze internazionali, nei luoghi dove fenomeni globali, climatici e sociali, rendono le disuguaglianze ancora più marcate. Uno di questi crinali, di cui abbiamo parlato spesso in questi mesi, è la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Da San Diego Teddy Cruz e Fonna Forman anticipano il loro intervento al prossimo Utopian Hours con riflessioni e progetti collettivi dove emerge un orizzonte di condivisione, invece che di esclusione.
Utopian Hours (17-19 ottobre) è una delle molte iniziative a cui partecipa ilgiornaledellarchitettura.com. In questa Newsletter anticipiamo anche alcuni dei temi di cui si discute domani, venerdì 3 ottobre, alla Biennale di Venezia nell’evento “Intelligenza e Democrazia in Architettura”. Si è conclusa invece la scorsa settimana a Bologna la 42° edizione del Cersaie 2025 con quasi 100.000 visitatori e oltre 620 aziende. I dati testimoniano la salute del settore edilizio i cui operatori osservano però con preoccupazione la situazione internazionale (con dazi e guerre a minare la fiducia) e la discussione sulle modalità di conferma dei bonus fiscali.
Collegamenti: