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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 464. Dai mari alle vette
10/07/2025
Una grande sezione, dal mare alla montagna. La Newsletter di questa settimana si muove tra le altitudini, in un’ideale ascensione che parte dalle coste liguri. Cogliamo e rilanciamo il clima estivo grazie a un Festival, in corso tra Varazze (Savona) e Ospedaletti (Imperia), il cui titolo pare regalare un sogno: “Abitare la vacanza. Architetture per il tempo liberato”. Tra i suoi curatori Emanuele Piccardo, che ci regala un Archiviaggio d'eccezione: un percorso nel Ponente ligure, dove le coste sono state pesantemente trasformate da un’edificazione imponente, soprattutto negli anni cinquanta e sessanta, ma dove si trovano perle di architettura, nel mare magnum della speculazione e dell’indifferenza al luogo.
Un modo per riflettere su temi come paesaggi, fenomeni sociali, storia e soprattutto sull’attualità, che troviamo nelle città (di costa o comunque di bassa quota) da cui traiamo storie. A Roma dove una piazza simbolica viene completata (in parte) dopo quasi 20 anni di vicissitudini. Il progetto è di Francesco Cellini (concorso vinto nel 2006), il racconto di Walter Tocci le cui parole su Augusto Imperatore sono uno straordinario spaccato del concetto di spazio pubblico come dispositivo urbano che connette e crea visuali.
Nella Capitale come a Gorizia, quest'anno capitale anche lei, a suo modo. Ne abbiamo già parlato, ma ci torniamo con Lucia Krasovec-Lucas che scrive dell’evoluzione di una piazza che da confine diventa luogo di incontri tra comunità e culture.
Incontri che sono l’identità e il motivo d’essere delle Esposizioni Internazionali. Ritorniamo così ad Osaka dove Riccardo Chiaro illustra gli spiazzanti futuri programmi per il riuso dell’area in cui si sta svolgendo l’Expo 2025.
A Barcellona invece troviamo un edificio simbolo dell’architettura modernista ma anche dell’attrattività turistica, con i suoi 2 milioni di visitatori nel 2024 (di cui ben 300.000 italiani). Oggi Casa Batlló presenta una facciata interna con colori sorprendenti e inaspettati. Il restauro - quello del capolavoro di Antoni Gaudì è illustrato da Francesca Comotti - è un filo rosso di questa Newsletter. Lo troviamo nel Padiglione della Danimarca alla Biennale, che mette in mostra se stesso e le sue componenti edilizie proprio nella fase della ristrutturazione. Ma soprattutto nel ricordo di Andrea Bruno, firmato da Giuseppe Martino Di Giuda, Roberto Dulio e Fabio Marino: scomparso pochi giorni fa, è figura significativa della cultura architettonica contemporanea, in particolare per il recupero del patrimonio.
La sua opera più nota è probabilmente la rifunzionalizzazione e restauro del Castello di Rivoli, luogo straordinario ai piedi di vette su cui ci accompagna Luca Gibello nel podcast di questa settimana. Nel 2025 ricorre il centenario della costruzione del primo bivacco alpino, che diventa occasione per un approfondimento, storico e attuale insieme, da parte di chi queste tipologie edilizie estreme le conosce meglio di tutti, per interesse professionale e per passione. Tra ghiacci che si sciolgono e rocce che si sgretolano, i bivacchi sono laboratori viventi della modernità e della contemporaneità, campo di sperimentazione di materiali e tecnologie, emblemi dei selfiescape odierni. La montagna e le sue strutture ai tempi di Instagram: per osservarla basta uno smartphone, per viverla servono buone gambe.
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