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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 491. Progettare (con?) l'Intelligenza Artificiale
15/01/2026
Può sembrare banale e scontato o, peggio, modaiolo parlare di Intelligenza Artificiale. Però è necessario farlo perché, al netto delle retoriche (che ci piacciono sempre poco), il suo utilizzo è in grado di trasformare radicalmente l’approccio stesso al progetto, i suoi metodi, i suoi riti.
Due anni e mezzo fa ilgiornaledellarchitettura.com ha iniziato ad occuparsi di “Intelligenza Artificiale e Progetto” con un’inchiesta. Daniele Verdesca, il collega che l’ha proposta e la cura, è un esperto del tema (basta guardare i tanti contenuti di Smart Ark Academy e il suo libro “Progettare con le Intelligenze Artificiali”, scritto con Giacomo Sanna).
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le sollecitazioni, gli stimoli, anche le pressioni e le provocazioni. E, insieme, le inevitabili fazioni: da una parte chi sottovaluta la portata del fenomeno come fosse una bolla passeggera, dall’altra chi la riempie di aspettative al grido di “nulla sarà più come prima”.
Tra i due estremi questa settimana apriamo un campo di riflessione grazie ad un mini-ciclo di tre podcast che vogliono offrire varietà di vedute e posizioni non dogmatiche. E che non resteranno isolate: già dalle prossime settimane ne pubblicheremo altri perché vogliamo alimentare un dibattito che si fonda su tanti diversi punti di vista. In questo senso, l’invito alla nostra comunità di lettori è di partecipare attivamente con articoli e commenti.
Questo confronto non poteva non iniziare da una figura di riferimento: con Carlo Olmo, fondatore e primo direttore del Giornale dell’Architettura, indaghiamo in una conversazione appassionante risvolti e impatti culturali di quella che, comunque la si giudichi, è una piccola grande modificazione degli assetti. E che chiama in causa il tema della responsabilità. “Responsabilità – ci dice Olmo – che non può essere delegata alla macchina, ma che deve restare ben solida nelle mani di chi l’Intelligenza Artificiale la userà, con una necessaria educazione e con richieste precise e criticamente valutabili”.
Con Mario Cucinella entriamo invece in uno studio, per capire come l’Intelligenza Artificiale è, già oggi, in grado di cambiare il processo del progetto, in alcuni casi nel profondo. Come era stato con il Cad, come oggi è, su un altro fonte, con il Bim. Il paragone di Cucinella, è brillante e foriero di riflessioni, anche professionali: l’IA è “il socio sgobbone di studio, colui che in poco tempo produce tantissimi materiali, da sbozzare e da verificare”.
Infine, fedeli al motto “prima di giudicare, conosci”, abbiamo parlato di Intelligenza Artificiale direttamente con l’Intelligenza Artificiale. Una chiacchierata gentilissima (perché l’IA è innanzitutto molto gentile), estremamente corretta ma anche sorprendente. Aiuta a comprendere il paesaggio culturale e professionale che, ci piaccia o meno, l’Intelligenza Artificiale sta trasformando. Con gentilezza, appunto.
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