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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 497. (Ri)partenze intelligenti
26/02/2026
Non si tratta di strategie per evitare il traffico delle vacanze estive, ancora sufficientemente lontane, ma di individuare modalità convincenti per cogliere e indirizzare quell’atmosfera di (ri)partenza che pare emergere in più luoghi, su più temi.
C'è la conclusione delle Olimpiadi (e quell’ottimismo sfrenato, inversamente proporzionale al disfattismo di poche settimane fa, che fa pensare ad una candidatura romana per il 2040) e il tramonto del PNRR (su cui emergono criticità pari almeno alle occasioni perse). Aggiungiamoci anche il Festival di Sanremo, vera pietra miliare del calendario nazionale, e l'impressione di una nuova fase è servito.
Proviamo a tratteggiare questo scenario, presentando, dal Mediterraneo alle Alpi, esperienze e punti di vista che sembrano chiedere alla cultura di progetto una nuova coerenza tra idee e azioni, tra consapevolezze e strumenti. Sulle coste calabresi il ciclone Harry deve diventare, da evento traumatico, acceleratore di nuovi disegni. Li propone Consuelo Nava, a partire dal suo osservatorio presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’aumento del livello del mare ridefinisce il margine tra terra e acqua, portando a inevitabili trasformazioni nell'uso dei suoli, a partire dalle strutture temporanee (o supposte tali) legate alle attività ricettive. A Napoli, il tragico incendio del Teatro Sannazaro – il cui ruolo nel tessuto e nell’identità urbana è descritto da Davide Vargas – diventa occasione per una riflessione su attualità e futuro dei luoghi di arte: “un progetto-pilota nazionale, capace di inaugurare un modello replicabile di rinascita dei teatri storici italiani fondato sull’alleanza tra cultura ed economia”, chiede un gruppo di intellettuali. Le Alpi invece – di cui abbiamo scritto recentemente – sono oggetto di un intervento di Marco Bussone, presidente dell’Uncem: i Giochi invernali (nella continuità tra Milano Cortina e Francia 2030) siano leva per la costruzione di ambienti di qualità, capaci di trovare inedite forme di relazione e sinergia tra architettura e paesaggio (ne parla Simonetta Zanon, presentando le Giornate di studio 2026 della Fondazione Benetton).
Alla base di tutto questo vi è la necessità di un rinnovamento, su cui ha molto lavorato Giancarlo Consonni (architetto, poeta, intellettuale) scomparso proprio nei giorni in cui a Milano si celebravano i Giochi. Emblematiche, pensando ai nuovi inizi, le sue parole di alcuni anni fa: “Da tempo i paesaggi metropolitani vengono costellati di organismi edilizi, per lo più sviluppati in altezza, che, in nome di una presunta insindacabilità dei valori estetici, ambiscono a farsi espressione di un nuovo tipo di bellezza. Si tratta in realtà di idola che mal celano il deserto di senso in cui prendono forma [...] Viene avanti, con questi caratteri, un paesaggio che i più danno per inevitabile anche grazie a un bombardamento mediatico senza precedenti. Ridare centralità all'abitare significa ingaggiare una battaglia luogo per luogo per sconfiggerne l'avanzata”.
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