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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 503. La luna e i faló
09/04/2026
Travolti, come siamo in ogni momento, da milioni di immagini, si rischia di non cogliere la vertigine di ciò che stiamo vivendo (e osservando) in questi giorni. Una sorta di cortocircuito, sociale e mediatico, che ci offre innanzitutto la sequenza di straordinarie fotografie scattate da Artemis II. Si guarda la Luna (e il suo lato oscuro) ma, soprattutto, la Terra. Al netto delle implicazioni di questo viaggio (che impatterà sulla ricerca di forme di abitabilità dello spazio), è forse utile ricordare l’impatto che ebbero le immagini scattate poche ore prima del Natale del 1968 dalla missione Apollo 8. Da lì, per certi versi, è iniziato un lungo, e travagliato, percorso di consapevolezza sulle emergenze ambientali.
Oggi le nuove immagini riprendono una Terra probabilmente mai così fragile, almeno negli ultimi 50 anni. Alcune istantanee: le guerre in Medio Oriente, sempre più incomprensibili nei loro tragici e imprevedibili sviluppi; l’altrettanto surreale balletto intorno allo stretto di Hormuz, che dovrebbe preoccupare non tanto per le scorte di carburanti degli aerei dei viaggi estivi ma per il senso dell’equilibrio globale delle infrastrutture.
C’è infine la frana di Petacciato, in Molise. Un evento clamoroso che sta spaccando, anche metaforicamente, l’Italia con l'interruzione delle linee ferroviarie e autostradali lungo la costa adriatica. E che ribadisce un concetto tanto semplice quanto troppo spesso disatteso anche dalla nostra disciplina: servono progetti che sappiano tenere insieme efficacemente i livelli decisionali, il globale con il locale, la risposta all’emergenza con la costruzione di percorsi seri, controllati e controllabili.
Diventa questo il filo rosso della nostra rassegna di questa settimana. Raccontiamo Torino, dove il processo di approvazione del Piano Regolatore ha la necessità di una visione, come spiegato da Carlo Alberto Barbieri. E l’esperienza del Maxxi di Roma, laboratorio di spazio pubblico, grazie alle iniziative e ai progetti in corso. Ma discutiamo anche di normativa, perché l’aggiornamento del Codice dell’Edilizia (presentiamo il punto di vista dell'Istituto Nazionale di Urbanistica) definirà le regole del gioco del mondo delle costruzioni per i prossimi anni.
Partiamo però - accompagnati da Laura Villa Baroncelli - dagli Stati Uniti (centro pulsante di quei paradossi globali accennati), o meglio dalla linea di confine con il Canada, lungo il 45° parallelo nord. C’è una piccola biblioteca che racconta una storia di cultura, di libri, di romanzi (e che ha ispirato il titolo della Newsletter, omaggio all'ultima opera di Cesare Pavese). Oggi quell'umile edificio di inizio Novecento, insieme alle case che lo circondano, è il simbolo architettonico di dinamiche che travolgono irrimediabilmente gli spazi di convivenza tra le comunità.
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