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Il Giornale dell'Architettura - UIA 2026, abbracciamo l'incertezza
28/06/2026
"Abbracciamo l'incertezza. Nessuno può garantire che le proposte funzionino, ma vale la pena provarci". Con queste parole abbiamo scelto di aprire la nostra finestra sull'UIA World Congress, in programma a Barcellona dal 28 giugno al 2 luglio.
Sono le parole dei curatori del Congresso, selezionati per la prima volta attraverso un concorso internazionale, e sintetizzano bene lo spirito di "Becoming. Architectures for a Planet in Transition": fare dell'incertezza non un limite, ma un paradigma capace di generare nuove forme di ricerca, confronto e progetto.
Lo raccontano efficacemente anche due dei curatori, Pau Bajet e Tomeu Ramis, nell'intervista rilasciata a Francesca Comotti.
L'architettura deve essere motore di cambiamento, capace di adattarsi ad equilibri precari, in un Congresso che - per la prima volta nella storia in una città che già lo aveva ospitato (1996) - cambia formula, preferendo il dibattito alla conferenza, guardando ai collettivi e alle forme collaborative della professione più che ai singoli, introducendo i Critical Antagonist (tra cui Matilde Cassani per la sessione plenaria Becoming Attuned) come strumenti di un dialogo che, nell'affrontare i temi oggi centrali, deve essere sempre più fra pari.
Ma i dibattiti e l'architettura, le riflessioni e le correzioni di traiettorie non devono e non possono rimanere chiusi, a maggior ragione dentro un Congresso mondiale: sono necessarie connessioni e relazioni, chiarezza e un rinnovato rapporto con il pubblico.
Senza questi ingredienti progettiste e progettisti non saranno realmente in grado di guidare il cambiamento, come auspicato dalla presidente del Consiglio Superiore dell’Ordine degli Architetti di Spagna Marta Vall-llossera.
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