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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 520. Giochi urbani
06/08/2026

Ci sono 250 chilometri circa tra Taranto e Salerno. Città di dimensioni simili, latitudine analoga, un rapporto necessario con i rispettivi mari. 

E una storia recente che – pur con traiettorie diversissime – offre temi urbani e sociali emblematici delle condizioni attuali. 

La vicenda di Taranto è intrecciata a doppio filo con lo stabilimento dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia: cent’anni di attività, di lavoro e di produzione. Ma anche di inquinamenti e di emergenza sanitaria, grave e continua. Taranto è (stata) città simbolo di declino: economico, demografico, ambientale.

Salerno racconta invece di un ruolo centrale dell’architettura contemporanea. Zaha Hadid, David Chipperfield, Ricardo Bofill, Santiago Calatrava, Oriol Bohigas: una concentrazione altissima di star system per una città media, frutto di una stagione amministrativa unica. Con i suoi effetti positivi e negativi. Tra questi l’idea che questo luna park di architetture di richiamo potesse essere ragione sufficiente di sviluppo e di qualità urbana. 

Anche qui la dimensione estetica ha spesso prevalso su usi, contenuti, funzioni, significati. Come in Georgia, a Tbilisi, con la demolizione (che raccontiamo con Luca Bonazzi) dell’edificio griffato Fuksas: storia paradossale di un’architettura conclusa, fotografata, apprezzata, globalmente nota, ma mai vissuta. Vince (solo) l’immagine.

L’esigenza di tornare a Salerno e a Taranto, con la copertina di questa Newsletter, sta nella cronaca. In Campania, dopo le elezioni di primavera, si è insediato il nuovo-vecchio sindaco, Vincenzo De Luca. La sua prima fascia tricolore risale al 1993 e, forte anche di una continuità amministrativa che non ha eguali, deus ex machina di quella visione di città proiettata al futuro scommettendo sull’architettura contemporanea come fattore di costruzione di una identità da ritrovare. 

Idea radicata in quella che per la cultura di progetto occidentale è una sorta di mito fondativo, la parabola urbana di Bilbao. Gli esiti però, e li squaderna efficacemente Christian De Iuliis, non sono gli stessi. E oggi, più che di nuova Bilbao, sembra che Salerno ricerchi il successo economico di una Montecarlo. 

Sempre di giochi, ma sportivi e non da casinò, si parla a Taranto. Tra pochi giorni si inaugura la 20° edizione dei Giochi del Mediterraneo.

Evento che non ha la forza dirompente di un’Olimpiade ma che sembra poter consolidare una dinamica di riscatto, supportata anche da un investimento di circa 350 milioni di euro. Lidia Greco e Massimo Prontera scrivono di progetti puntuali, non muscolarmente ambiziosi, ma che innervano il quartiere popolare di Salinella.

Da qui forse parte una nuova narrazione urbana. Se sarà da podio lo dirà il tempo. 

Collegamenti:

  • https://d9x0i.emailsp.com/f/rnl.aspx/?ill=yyzz25e:ln=w4ala=wvyz5&x=pv&f4bf=0i8ecml8mnc&x=pp&yz.g0b.8:if_b-m=vr3x_NCLM

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