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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 522. Professione, dove vai?
20/08/2026
Partecipazione. Comunità. Collettivi. Collaborazione. Co-design. Apertura.
Adattamento ai cambiamenti climatici. Cura. Riuso.
Divieto di demolizione. Resistenza allo strapotere della tecnologia e dell’Intelligenza artificiale.
Responsabilità politica e sociale. Architettura come agente di cambiamento, garante dell’interesse generale. Legge sulla Qualità dell’Architettura.
Poche archistar (finalmente). Superamento del formalismo estetico fine a se stesso. Distanza dalle mode temporanee e dalle logiche della visibilità digitale.
Gender gap. Disuguaglianze. Fragilità economica e welfare. Difficoltà di percezione della professionalità. Qualità vs quantità, qualità vs fatturati. Cura e difesa della libera professione.
Rappresentanza geografica, generazionale, disciplinare, di genere. Ma anche politica.
Rinnovamento. Riposizionamento. Comunicazione e nuovi racconti. Aggregarsi per crescere. Diversità, eterogeneità, geografie alternative.
Un'accumulazione di parole, concetti, scenari per una professione, quella legata al progetto, che va cambiando radicalmente. Come testimonia il Congresso mondiale degli architetti, celebrato a Barcellona questa estate. O le diverse interviste che abbiamo raccolto in questi mesi.
Aggiungiamo l'Africa, con la prima Biennale di architettura panafricana, in apertura a Nairobi a settembre.
Ma anche, paradossalmente ma non troppo, un’idea di architettura senza architettura (o, almeno, non intesa nel suo senso più tradizionale), emersa nel Congresso UIA. Ma non solo: tante le occasioni che ci spingono a riformulare il concetto stesso della professione e delle sue modalità di racconto, verso gli addetti ai lavori e, soprattutto, verso il grande pubblico. Un esempio, sul grande schermo, è il docufilm dell'Associazione Architetti Arco Alpino.
Sullo sfondo un'estate complessa, la più calda che l'Europa abbia conosciuto.
Con questa Newsletter fissiamo alcuni punti, a partire dagli avvenimenti che hanno definito i primi 6 mesi di un anno straordinariamente denso per la professione. Mancano numeri e sequenza: il futuro, indefinito e che racconteremo dalle prossime settimane, costruirà le molte possibili connessioni.
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