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Il Giornale dell'Architettura - Newsletter 529. Ca(u)se perse
08/10/2026
Non può sorprendere l’ennesima fiammata (tutta politica, con tanto di caduta del governo spagnolo di Pedro Sánchez e nuove elezioni indette per fine novembre) sulla questione casa (qui la nostra inchiesta del 2024).
Definire questa come un’emergenza è un’arma retorica di distrazione. Nel senso che la finanziarizzazione dell’abitare e le conseguenti difficoltà di accesso alle famiglie con redditi medi e bassi (perlomeno nelle città più attrattive dei paesi occidentali) hanno una dimensione che è ormai sistemica e strutturale.
Da tempo.
La vicenda, dolorosa e urticante, di Maricarmen Abascal - anziana donna madrilena colpita dall’aumento esponenziale dell’affitto della casa in cui abitava da 70 anni (al numero 46 di Calle Alcalde Sainz de Baranda, nel quartiere del Retiro) e mancata in queste ore - è perfetta per diventare un simbolo. Deve indignare ma deve spingere anche una riflessione più ampia: sui costi del costruire, sui danni urbani da overtourism, sulla validità di un modello ancora strutturato intorno alla proprietà a dispetto di una società che cambia velocemente, sulla difficoltà di concretizzare occasioni e finanziamenti, sulla frammentazione di enti e operatori. Così come sulle necessarie innovazioni tipologiche e tecnologiche, ambito in cui la disciplina architettonica dovrebbe conquistarsi una centralità che oggi non ha.
Sbaglia, secondo noi, chi dice che in Italia non si investe abbastanza sulla casa. Purtroppo, lo si è fatto (e si continua a farlo) in modo poco efficace. Basti pensare al sistema vizioso dei bonus o ai miliardi del Pnrr distribuiti con il Programma innovativo per la qualità dell’abitare. E i vari Piani Casa all’orizzonte (che spesso vanno poco oltre annunci e slogan) non sembrano promettere né un cambio di passo né la prospettiva convincente di una trasformazione radicale degli approcci.
Emblematico in questo senso che la crisi di questi giorni avvenga proprio in quella Spagna che (come raccontavamo in questo servizio) si è ritagliata il ruolo di paese leader in termini di politiche virtuose. Il diritto all’abitare, sbandierato con orgoglio nelle piazze di mezza Europa, deve nutrirsi di scelte concrete e innovative (da valutare con attenzione l'applicazione della promessa della neo-sindaca di Berlino Elif Eralp di espropriare gli alloggi sfitti), oltre che di principi e di valori.
Torneremo doverosamente, presto, a parlare di case e di progetti. Chiudiamo questa Newsletter (che si apre con una riflessione su Gaza, di Tomà Berlanda e Camillo Boano, e che spazia dall’Intelligenza artificiale - con un testo del presidente dell’Architects’ Council of Europe, Daniel Fügenschuh - alla figura di Geoffrey Bawa, in mostra al Vitra) ricordando due appuntamenti con iniziative che seguiamo con piacere e passione.
• Mercoledì prossimo, 14 ottobre 2026, alle 18,30 al Teatro dell’architettura Mendrisio verrà presentato il Quaderno “Villaggio vacanze i Grappoli” (di Manuel Pauli, August Volland con Eva Pauli Barna). L’occasione perfetta per una visita guidata alla mostra “La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939–1996. Materialità e tettonica”, con i nostri autori Franz Graf e Britta Buzzi-Huppert. Qui le informazioni.
• Quello successivo, 21 ottobre, siamo invece al Politecnico di Torino nella Sala Caccia del Castello del Valentino per il lancio del progetto di ricerca coordinato da Sofia Nannini “AnimalFarm: An Architectural History of Intensive Animal Farming (1570–1992)”, a cui stiamo dedicando uno Speciale. Qui per prenotarsi.
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